Internet e sicurezza: convegno sull’uso consapevole di internet da parte di bambini e ragazzi.

Pubblicato da lorenzo in Sicurezza

Si è svolto recentemente a Washington un convegno sulla sicurezza in rete per bambini e ragazzi, organizzato dall’associazione Progress & Freedom, che studia le implicazioni politiche e sociali dovute al continuo progresso tecnologico.
Posto che internet è ormai parte integrante della vita di bambini e ragazzi, non è più possibile ignorare o liquidare in modo semplicistico il problema della sicurezza. Per questo il convegno di Washington, “Cyber sicurezza nel mondo del web 2.0”, si è posto come interessante tentativo di affrontare la questione in modo diretto, approfondito e allo stesso tempo concreto.
Protagonisti del dibattito tre autori di altrettanti testi usciti recentemente sul tema (Nancy WillardCyber-Safe Kids, Cyber-Savvy Teens: Helping Young People Learn to Use the Internet Safely and Responsibly; Larry MagidMySpace Unraveled: A Parent’s Guide to Teen Social Networking; Sharon Miller Cindrich – E-Parenting: Keeping Up with Your Tech-Savvy Kids) e la parlamentare Melissa Bean, promotrice di un disegno di legge sulla sicurezza in internet (Safer Net Act) che prevede un serio supporto a scuola, famiglia ed educatori nel responsabilizzare i ragazzi nella navigazione sul web.
L’opinione comune dei partecipanti, che sembra del resto condivisa da tutti gli esperti del settore, è quella di considerare internet non solo uno strumento interessante e ricco di opportunità, ma soprattutto un elemento ormai imprescindibile nella vita dei ragazzi, il cui utilizzo non deve quindi essere ostacolato ma seguito e responsabilizzato.
Nancy Willard, in particolare, direttrice del Centro per la Sicurezza e l’Uso Responsabile di Internet, insiste nell’esortare genitori e insegnanti nell’educare e accompagnare i ragazzi nella navigazione in rete, che per la sua alta interattività e possibilità di relazionarsi con gli altri non fa altro che riprodurre spazi e dinamiche che già esistono nel mondo “reale”. Per questo diffida dei cosiddetti “filtri”, programmi per la navigazione in internet che permettono di bloccare l’accesso ad alcuni siti o di circoscrivere la navigazione solo a una lista di siti predefiniti. I filtri, secondo la Willard, non sono altro che un modo per deresponsabilizzare genitori e insegnanti, distogliendo l’attenzione sulla navigazione dei bambini, che richiede invece di essere seguita e monitorata, aiutando a capire e interpretare anche eventuali materiali violenti, pericolosi o offensivi. Al bando quindi inutili allarmismi ma anche soluzioni troppo semplicistiche di fronte a un mezzo che invece è sempre più complesso e quindi sempre più ricco di opportunità, che solo ragazzi consapevoli e responsabili possono cogliere appieno.
Allo stesso modo, secondo Sharon Cindrich, giornalista e autrice del saggio “E-Parenting: Keeping Up with Your Tech-Savvy Kids”, genitori e insegnanti non possono pensare di impedire ai ragazzi l’accesso alla rete per evitare pericoli, così come non penserebbero di impedire l’uso della bicicletta per evitare incidenti o il contatto con altre persone per evitare il morbillo.
Libertà responsabile e uso consapevole del mezzo, affiancate sempre dalla lotta che istituzioni e organismi deputati devono portare avanti contro la cyber-criminalità (in particolare ovviamente la pedopornografia), sembrano essere quindi le vie più fertili da perseguire per assicurare a bambini e ragazzi una navigazione sicura.

Per approfondire:
Il resoconto del convegno sul sito dell’associazione Progress & Freedom