One Laptop Per Child: Nuove Tecnologie per l’educazione dei bambini nei paesi in via di sviluppo

Pubblicato da lorenzo in Design

Bambini in classe con l'XO

(Fonte: One Laptop Per Child)

Da quando, il 28 Gennaio 2005, il progetto di un laptop a 100 $ fu annunciato al Forum Mondiale dell’Economia di Davos, sono passati quasi tre anni.
Fu Nicholas Negroponte – guru dei nuovi media, fondatore ed ex-direttore del Mit Media Lab, nonché autore del famoso Essere Digitali – ad avere l’idea e ad impegnarsi perché questa divenisse realtà. Il progetto è diventato così anche un’organizzazione no-profit che ha preso nome di OLPC, ovvero One Laptop Per Child

Lo scopo è quello di dare la possibilità alle nuove generazioni dei paesi in via di sviluppo di accedere alle nuove tecnologie, considerate uno strumento imprescindibile per l’educazione e lo sviluppo creativo. Come si legge nella “mission” della OLPC, esistono quasi 2 miliardi di bambini nel mondo che non ricevono un’educazione adeguata e rimangono nel più totale isolamento. Fornire ai bambini e ai ragazzi in età scolastica un laptop con cui poter scrivere, disegnare, comunicare e soprattutto accedere a internet, sembra quindi non solo un modo per superare l’enorme discrepanza di accesso alla tecnologia – il cosiddetto Digital Divide – ma anche una soluzione per permettere loro di usufruire di un’educazione innovativa, aperta e intelligente.
Dallo scorso novembre, con la prima fornitura di 100.000 laptop all’Uruguay, il progetto sembra essere diventato realtà, nonostante le difficoltà di rimanere nel prezzo previsto (il costo attuale è alla fine di 200 $) e quelle legate ai concorrenti, che hanno visto subito nel mercato del basso costo grandi possibilità di guadagno (il caso Intel, che da finanziatrice del progetto è divenuta concorrente, ha fatto non poco discutere).

L’idea rimane interessante e interessante è anche il design che caratterizza questo laptop, pensato e sviluppato a misura di bambino: piccolo ma molto resistente, leggero e dotato di comoda maniglia (il che lo rende davvero facilmente trasportabile per un bambino che deve farsi il tragitto casa-scuola a piedi) e con una tastiera che resiste all’acqua e alle sostanze appicicose (finalmente c’è chi pensa che le mani di un bambino possono e devono essere sporche di tinta, terra, farina e così via).
Il laptop di Negroponte, il cui nome è XO e che vanta un sistema operativo open source basato su Linux, è inoltre dotato di una connessione wireless e della possibilità di ricaricarsi senza bisogno di corrente elettrica.
Rimandiamo a un prossimo articolo l’analisi più dettagliata del design e degli applicativi di XO, intanto segnaliamo però la possibilità di partecipare al progetto da donatori, comprando anche un solo laptop che verrà direttamente recapitato a un bambino residente in uno dei paesi in via di sviluppo. La spesa è tra l’altro interamente deducibile dalle tasse.

Per approfondire:
Il sito ufficiale di One Laptop Per Child in italiano