Google Generation: mito o realtà?

Pubblicato da lorenzo in Trends

Siamo abituati a definire la cosiddetta Google Generation come quella nata e cresciuta in mezzo al digitale, quella che non conosce, per così dire, una “vita prima di internet”.
Intorno a questa generazione di giovani e giovanissimi sorgono in continuazione miti e leggende che ne fanno un ritratto di alieni technologicamente iper-dotati in grado di arrivare dove noi, “solo-umani” , non siamo mai riusciti.
Come tutti i miti e le leggende, c’è sempre un fondo di verità, ma per arrivarci dovremmo farci strada estirpando false convinzioni.
Un’interessante ricerca commissionata dalla British Library e dal Joint Information Systems Committee (istituto di supporto all’educazione e alla ricerca) e intitolata Information Behaviour of the Researcher of the Future ci apre interessanti questioni e stimolanti prospettive. 

Il focus dello studio è in realtà specifico e riguarda l’influenza che internet avrebbe nella capacità delle giovani generazioni di compiere ricerche e reperire informazioni, soprattutto in una prospettiva futura. Per questo ha un target preciso, quello degli utenti dei siti della British Library, ed è quindi obbligatoriamente parziale, ma mette comunque in luce alcuni punti interessanti.
In particolare, in un capitolo intitolato Google Generation: mito o realtà? vengono analizzati in modo sintetico alcune caratteristiche attribuite, non sempre con fondamento, alle nuove generazioni.

Alcuni esempi*:

I giovani sono più competenti nell’utilizzo delle nuove tecnologie.
Vero, ma le vecchie generazioni stanno recuperando. Inoltre, i ragazzi tendono a preferire servizi e applicazioni Internet più semplici. Non quelli che richiedono particolari competenze.

Preferiscono sistemi interattivi e stanno abbandonando la vecchia natura di consumatori passivi.
Vero. I media basati su una fruizione passiva, come la tv o i giornali, sono in declino.

Grazie a Internet sono diventati bravissimi a cercare e trovare informazioni.
Questo è un mito pericoloso. Non esistono prove di miglioramenti o di peggioramenti nella capacità di reperire informazioni nei giovani “digitali” di oggi rispetto ai loro fratelli maggiori di dieci o vent’anni fa.

[Non solo, nel resto della ricerca viene messa in evidenza la difficoltà, da parte delle giovani generazioni, a compiere ricerche per chiavi. I ragazzi fanno domande al web come le farebbero a un’essere umano, ovvero scrivono intere frasi piuttosto che cercare per termini chiave.]

Sono intolleranti di fronte a qualsiasi lentezza e ritardo: i loro bisogni di informazione devono essere soddisfatti immediatamente.
Questa non è una prerogativa dei giovani. E’ ormai una verità valida per l’intera società contemporanea.

Sono una generazione dedita al copia-e-incolla.
Vero. E ciò sta aumentando i rischi e i problemi legati al plagio.

Danno maggiore fiducia alla “peer information”, quella proveniente dai propri simili, che non a quella delle vecchie fonti autorevoli.
Questo è un mito. Alcune ricerche confermano che – soprattutto tra i ragazzi più giovani – viene ancora attribuito maggior valore ai genitori, ai maestri, ai libri di scuola rispetto a Internet.

Non rispettano la proprietà intellettuale.
E’ parzialmente vero. Molte ricerche affermano che sia i ragazzi che gli adulti hanno un alto livello di consapevolezza dei principi base della proprietà intellettuale. Tuttavia, le generazioni più giovani ritengono l’attuale regime di copyright ingiusto e non equilibrato. Una percezione che tra l’altro aumenta giorno dopo giorno, con implicazioni potenzialmente serie sia per le biblioteche che per l’industria dell’informazione.

Rimane comunque certa l’attrazione dei ragazzi verso internet e la preferenza accordatagli nel reperimento delle informazioni.
La sfida da parte di enti e istituzioni culturali (biblioteche, scuole, università etc…) sta quindi nel rendere accessibili sul web contenuti di alta qualità, aiutando così i ragazzi a non appiattirsi su informazioni superficiali e poco documentate. Non potendo pensare che siano le nuove generazioni a fare marcia indietro, possiamo solo elaborare nuove modalità per dialogare con loro nel modo migliore e più produttivo possibile.


Per approfondire:
Il report della ricerca è disponibile sul sito della British Library

*La traduzione e la sintesi in italiano dei punti illustrati nel report della ricerca è tratta dall’articolo di Luca Castelli su Lastampa.it