Intervista a Marie-Aude Murail, autrice di Oh Boy e Mio fratello Simple

Pubblicato da lorenzo in Eventi, Fiera del Libro per Ragazzi, Opinioni

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Oggi la Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna ha ospitato la grazia e l’ironia di Marie-Aude Murail, pluripremiata autrice di Oh Boy! e Mio fratello Simple (entrambi pubblicati in Italia da Giunti). Abbiamo incontrato l’autrice per discutere di libri per ragazzi (e di libri scritti dai ragazzi), di ironia (e di umorismo), di esclusione (e marginalità).

I suoi libri raccontano storie drammatiche ma leggendoli si ride parecchio. L’umorismo è l’ancora di salvezza nei momenti più tristi?
Questo è il modo in cui vivo. Cerco quindi di mettere l’umorismo anche nei miei libri, Ma non si tratta di ironia. L’ironia indica un atteggiamento superiore da parte di chi parla. E i ragazzi non amano l’ironia degli adulti.

Lei ha cominciato a scrivere giovanissima (12 anni), ma ha pubblicato il suo primo libro solo a 30. Cosa ne pensa degli autori-bambini come Alec Greven (il bambino di 9 anni autore di Come parlare alle ragazze)?

Ho pubblicato a 30 anni perché ci ho riflettuto sopra! I giovani oggi hanno troppa pressione, si devono calmare. Di questi autori vorrei innanzitutto capire se sono loro a scrivere: loro scrivono qualcosa ma poi i loro spesso vengono riscritti. I bambini devono passare l’infanzia imparando cose che possano nutrire la loro scrittura.

Il protagonista di Oh Boy è gay, quello di Mio fratello Simple è ritardato mentale. Li considera degli esclusi?
I miei personaggi non esclusi: sono marginali. C’è una grande differenza: sono marginali ma hanno la possibilità di essere inclusi.

Cosa ne pensa del linguaggio del politicamente corretto?
Mi fa ridere. In questo periodo in Francia gli uomini politici dicono ad esempio che “la Francia non ha vocazione per accogliere nuovi immigrati” Per me vocazione è una parola bellissima e mi dispiace che venga usata in questo modo.

Ci sono alcuni libri che tutti i bambini dovrebbero leggere?

No, non mi piace fare liste. Recentemente a una cantante francese è stata fatta la stessa domanda sulle sue canzoni preferite e lei ha risposto: “Non posso rispondere, è troppo personale”. In effetti è proprio così. Non esiste il libro giusto per tutti. Quello tra libri e lettori è un incontro.