Il crocifisso nelle aule scolastiche: favorevoli e contrari

Pubblicato da lorenzo in News, Scuola

Ritornano le polemiche sull’argomento crocifisso dopo la recente sentenza dei giudici della Corte dei Diritti dell’uomo di Strasburgo, che ha accolto il ricorso del 2006 da parte di un cittadino italiano.

Il crocifisso è stato introdotto nelle scuole tramite due decreti, risalenti al 1924 e nel 1928: da allora è diventato parte integrante delle aule scolastiche, entrando nella tradizione della scuola italiana. Visto come un’imposizione dall’alto, negli ultimi anni ha dato origine ad alcune questioni che hanno visto spaccare in due il paese: da un lato ci sono coloro i quali, in nome della laicità dello Stato o della libertà di culto, vogliono eliminare il crocifisso dalle aule scolastiche, mentre dall’altro ci sono coloro i quali ne invocano, per fede o per principio, la presenza nelle scuole.

A scatenare gli animi è stata poi, negli ultimi giorni, la sentenza della Corte di Strasburgo, secondo la quale gli Stati devono “osservare la neutralità confessionale nei contesti della pubblica educazione”, tutelando così “il diritto dei genitori di educare i loro figli in conformità con le proprie convinzioni e il diritto dei bambini di credere o non credere”. Anche se queste affermazioni sembrano a rigore difficilmente confutabili, viene da pensare se non si tratti forse di un’altra “imposizione”.

L’argomento è stato capace di mobilitare tutte le parti politiche e l’opinione pubblica, probabilmente perché il crocifisso, oltre che simbolo religioso, è diventato con il tempo anche simbolo di tradizione culturale e identità nazionale.