Scuola/Gelmini: le graduatorie regionali docenti e i no dell’opposizione e dei sindacati

Pubblicato da lorenzo in News, Scuola

Sta facendo molto discutere l’uscita del Ministro della Pubblica istruzione Maristella Gelmini di qualche giorno fa che ha affermato che il governo sta pensando a un disegno di legge, da varare nel 2011, che stabilirà che per valutare il reclutamento degli insegnanti saranno prese in considerazione delle apposite graduatorie regionali degli insegnanti.

Secondo il ministro e chi sostiene questa possibilità – che comincia già a far parlare di ‘scuola federalista‘ – le graduatorie regionali degli insegnanti garantirebbero una maggiore continuità dell’insegnamento (perché farebbero in modo che gli insegnanti che insegnano in una determinata regione occupino dei posti che non possono lasciare vuoti appena hanno la possibilità di trasferirsi altrove, fuori dalla regione in cui insegnano e magari in una regione più vicina al territorio di origine).

Gli esponenti dell’opposizione (PD) si sono espressi sulla questione facendo sapere che “il reclutamento regionale e’ profondamente sbagliato, il principio territoriale non puo’ prevalere sul merito e le capacita’ dei docenti”, come ha dichiarato la capogruppo del Partito Democratico nella commissione Cultura della Camera Manuela Ghizzoni.

“In questo modo – ha aggiunto Ghizzoni – il ministro dimostra un totale appiattimento sulle pretese della Lega da sempre disponibile a graduatorie in cui la residenza del docente e la sua presunta omogeneita’ culturale con il territorio siano i criteri fondamentali per il reclutamento. Si tratta di una scelta profondamente sbagliata perche’ il principio territoriale non puo’ prevalere su quello del merito. Fa inoltre disperare che nell’epoca della globalizzazione e nell’Europa che sancisce la libera circolazione delle persone si dica che ‘oltre alle mogli e ai buoi anche i docenti debbano essere dei paesi tuoi‘. E a nulla serve invocare la sacrosanta questione della stabilita’ e della continuita’ didattica per dare dignita’ a questo nuovo intervento”. “Anzi – conclude la deputata – ci viene il sospetto che nessuno abbia informato il ministro che i rigidissimi tagli di risorse e personale che lei stessa ha imposto alla scuola pubblica sono la causa principale della precarizzazione dell’insegnamento e della discontinuita’ didattica. Aspettiamo quindi il ministro in parlamento per confrontare i suoi slogan con le nostre proposte”.

L’idea della Gelmini non piace neanche alla Flc-Cgil, secondo la quale la proposta è incostituzionale e penalizzerebbe i precari; invece, se l’obiettivo è quello di dare stabilità all’insegnamento, si dovrebbe fare in altro modo, e per cominciare si potrebbe procedere a un reclutamento pluriennale per superare la precarizzazione penosa dei docenti.