Poesie per la Festa della Mamma

Pubblicato da lorenzo in Festa della Mamma

Ecco alcune poesie per la Festa della Mamma, poesie di autori noti, componimenti adatti a bambini e grandi e dedicati alla madre, una figura sempre molto cantata nelle rime dei poeti (abbiamo proposto altre poesie per la mamma e filastrocche per i bambini con lo stesso tema).

La parola più bella di Marino Moretti

Mamma. Nessuna parola è più bella.
La prima che si impara,
la prima che si capisce e che s’ama.
La prima di una lunga serie di parole
con cui s’è risposto alle infinite,
alle amorose, timorose domande
della maternità.
E anche se diventassimo vecchi,
come chiameremmo la mamma
più vecchia di noi?
Mamma.
Non c’è un altro nome.

Mia madre, mia eterna margherita di Mario Luzi

Mia madre, mia eterna margherita
che piangi e mi sorridi
viva ora più di prima,
lo so, lo so quel che dovrei, pazienza
di forte non è questa ostinazione
d’uomo che teme la sua resa. Forza
è pace. Il sopore che s’insinua
nell’ora giusta fra due giuste veglie
è forza anch’esso, non viltà. Ma ormai
che i tuoi occhi mi s’aprono
solamente nell’anima, due punti
tenaci al fondo del braciere
con cui guardare tutto il resto, o santa,
non è il taglio a fil di lama
che partisce ombra e sole in queste vie
puntate contro il fuoco
del mare all’orizzonte, è un altro il segno
a cui dovrò tener fronte, segno
che ferisce, passa da parte a parte.

La madre di Victor Hugo

La madre è un angelo che ci guarda
che ci insegna ad amare!
Ella riscalda le nostre dita, il nostro capo
fra le sue ginocchia, la nostra anima
nel suo cuore: ci dà il suo latte quando
siamo piccini, il suo pane quando
siamo grandi e la sua vita sempre.

Il mio lettino di Lina Schwarz

O caro mio lettino
è dolce all’imbrunire
al tuo bel calduccio
andarsene a dormire!
Ma senti: domattina,
non farmi il traditore;
dammi una scrollatina,
dimmi che passan l’ore;
e mandamela via !
quella briccona mia poltronefa!

Madre di Filippo De Pisis

Da quali lontananze arcane,
per quali sentieri tenebrosi
o fioriti,
passa per giungere sino a me
la tua mano leggera
come ala e brivido?
L’attendo talora con cuore sospeso
in una strana agitazione,
la colgo a volo, nel buio,
delicatamente la stringo come stelo morto
e alla fronte la porto.
Un filo al cuore la lega
da sfere oltre gli astri,
ma sì tenue che sempre tento
si spezzi, se non sono buono.
Da qualche tempo
si è mutata
in piccole mani rosee,
di bimbo, nuovo nato.
Una ne prendo e il segno
della croce sul mio capo,
sul mio petto disegno,
come un tempo lontano
tu, madre, la sera.

La mamma di Ada Negri

La mamma non è più giovane
e ha già molti capelli
grigi: ma la sua voce è squillante
di ragazzetta e tutto in lei è chiaro
ed energico: il passo, il movimento,
lo sguardo, la parola

Che cos’è una mamma di Francesco Pastonchi, poeta e critico letterario italiano

Rititì lo vuoi saper tu
Che cosa è una mamma?
Nessuno, nessuno dei bimbi lo sa.
Un bimbo nasce e …va.

Lo sanno, ma forse, ma tardi
quelli che non l’hanno più.
Rititì che pensi e mi guardi,
Rititì lo vuoi saper tu?

Una mamma è come un albero grande
che tutti i suoi frutti ti da:
per quanti gliene domandi
sempre uno ne troverà.
Ti da il frutto, il fiore, la foglia,
per te di tutto si spoglia,
anche i rami si taglierà.
Una mamma è come un albero grande

Una mamma è come una sorgente.
Più ne toglie acqua e più ne getta.
Nel suo fondo non vedi belletta:
sempre fresca, sempre lucente,
nell’ombra e nel sol è corrente.
Non sgorga che per dissetarti,
se arrivi ride, piange se parti.
Una mamma è come una sorgente.

Una mamma è come il mare.
Non c’è tesori che non nasconda,
continuamente con l’onda ti culla
e ti viene a baciare.
Con la ferita più profonda
non potrai farlo sanguinare,
subito ritorna ad azzurreggiare.
Una mamma è come il mare.

Una mamma è questo mistero:
tutto comprende tutto perdona,
tutto soffre, tutto dona,
non coglie fiore per la sua corona.
Puoi passare da lei come straniero,
puoi farle male in tutta la persona.
Ti dirà: “Buon cammino bel cavaliero!”
Una mamma è questo mistero.

A mamma di Umberto Saba

Mamma, c’è un tedio oggi, una sottile
malinconia, che dalle cose in ogni
vita s’insinua, e fa umili i sogni
dell’uomo che il suo mondo ha nel cuore.
Mamma, ritornerà oggi all’amore
tuo, che un dì l’ebbe a vile?
Chi è solo con il suo solo dolore?

Mamma, il tempo che fugge
t’ansia; e l’ansia che impera
nel tuo cuore c’è, forse anche nel mio;
c’è, pur latente, il male che ti strugge;
son le tue cure in me domenicali
malinconie.
Lente lente ora sfollano le vie
nella sera di festa e verdi e rossi
accendono fanali le osterie
di campagna. È una strana sera, mamma,
una che certo affanna
i cuori come il tuo soli ed amanti,
sugli ultimi mari i naviganti,
dentro l’orride celle i prigionieri.
Canterellando scendono i sentieri
del borgo i cittadini,
torna dolce al fanciullo la sua casa;
ed il mistero ond’è la vita invasa
tu con preghiere esprimi.

Mamma, il tempo che fugge
cure con cure alterna; ma in chi sugge
il latte e in chi denuda la mammella
c’è un sangue solo per la vita bella.

Su bambini.info abbiamo altri contenuti dedicati alla Festa della Mamma 2010 altre poesie e altre filastrocche; su mypage.it c’è una pagina dedicata alla Festa della Mamma dove si possono scaricare dei deliziosi fiori di carta da stampare e costruire, c’è il video che spiega come realizzare un biglietto d’auguri pop-up e la pagella della mamma firmata Il piccolo Nicolas e i suoi genitori!

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