Scuola: adesioni degli insegnanti precari allo sciopero degli scrutini

Pubblicato da lorenzo in News, Scuola

I docenti precari hanno dichiarato l’intenzione di aderire allo sciopero degli scrutini di fine anno, in programma a giugno, proclamato dai Cobas come forma estrema di protesta contro i tagli attuati dal governo nel comparto scuola ed in particolare per oltre 40mila posti (25.558 docenti e 15mila Ata) che dal prossimo primo settembre verranno cancellati: all’iniziativa, che nella scuola per effetto della legge 146/1990 può essere adottata dagli insegnanti al massimo per due scrutini consecutivi, ha confermato la propria adesione il Coordinamento nazionale precari scuola cui fanno capo diversi movimenti, associazioni e coordinamenti che tutelano la categoria.

“Dopo mesi di scioperi e manifestazioni di piazza di tutti i tipi, che non hanno minimamente scalfito la determinazione del governo a proseguire nella sua opera di distruzione della scuola statale – sostiene il documento emesso dal Coordinamento dei precari – siamo oggi più che mai convinti che uno degli strumenti di lotta più significativi, rimasto nelle mani dei lavoratori della scuola siano le azioni di boicottaggio della burocrazia scolastica, come lo sciopero degli scrutini“.

Le proteste dei precari si sono intensificate a seguito di quello che definiscono “il più grande licenziamento di massa dell’Italia repubblicana” e della recente “controriforma della scuola secondaria di secondo grado” che “rappresenta – scrivono – l’ultimo tassello del grande progetto berlusconiano di dequalificazione e impoverimento dell’istruzione pubblica italiana”.

La protesta prende di mira anche altri provvedimenti: come quelli “che mirano ad estendere anche al sistema scuola una logica competitiva e aziendale, non solo introducendo i privati nei comitati tecnico-scientifici degli istituti tecnici, ma anche svilendo tutte le conquiste ottenute nel campo della ricerca pedagogica e didattica, ed annullando quella tradizione egualitaria su cui si è fondato il processo di rinnovamento democratico della scuola pubblica italiana”.

Fonte: Apcom