Test INVALSI: le polemiche dei sindacati e dei rappresentanti dei genitori

Pubblicato da lorenzo in News, Scuola

Oggi sono iniziati i test INVALSI e ci sono delle voci polemiche da parte di alcuni sindacati.

LE OBIEZIONI DI UIL SCUOLA

Obiezioni ai test sono state espesse da parte della Uil Scuola: Massimo Di Menna, il segretario generale di Uil Scuola, ha detto: «Anche in questa occasione evidenziamo troppa burocrazia. Pacchi, plichi, buste e almeno 40 pagine da organizzare e compilare per il lavoro di raccolta dati, di dubbia utilità e con la richiesta di informazioni non direttamente connesse allo svolgimento delle prove, tutto affidato alle scuole e alle segreterie».
Ed aggiunge ancora: «Ancora una volta la disponibilità, l’impegno e la professionalità degli insegnanti che sono chiamati a ‘continue innovazioni’ non sono accompagnati dai necessari supporti e dai riconoscimenti che la Uil Scuola rivendica con molta insistenza».
«Anche sulla base di tale esperienza – conclude Di Menna – si confermano le priorità individuate dalla Uil scuola nella sua azione sindacale: sburocratizzare il sistema e riconoscere la specificità del lavoro degli insegnanti valorizzando ruolo e impegno professionale».

LA POLEMICA DI FLC-CGIL

La Flc-Cgil, in un polemico comunicato di qualche giorno fa, ha espresso la propria disapprovazione nei confronti della “scheda studenti e famiglie” (cliccando sul link si scarica un fac-simile della scheda) che dovrebbe servire alle scuole per raccogliere dati sugli alunni e sulle loro famiglie e che – secondo Mimmo Pantaleo della Flc-Cgil – darebbe «preoccupazioni riguardo il rispetto della privacy e la necessità dell’assoluto anonimato delle prove. In molti ravvisano il rischio che la rilevazione possa essere utilizzata surrettiziamente per individuare gli alunni i cui genitori possano essere sprovvisti di permesso di soggiorno».

COBAS SCUOLA DI SAVONA

Critiche contro i test INVALSI sono state sollevate anche da Cobas scuola di Savona, che lamenta il fatto che i test siano ‘obbligatori’, mentre in realtà la legge non li prevede.
Inoltre protesta perché le informazioni sugli alunni richieste prevedono una schedatura, soprattutto per chi non proviene dall’Italia (viene chiesto: “Da quanti anni la famiglia è in Italia?” e, riferito ad un genitore,”Qual è il lavoro che fa” e “Qual è il titolo di studio?”) con quesiti definiti da Cobas scuola di Savona “razzisti e classisti“.

GENITORI ALUNNI DISABILI E  AFFETTI DA DSA

Polemiche ci sono state anche da parte di alcune  associazioni degli alunni dislessici, infatti per i bambini affetti da disabilità o da Disturbi specifici di apprendimento (la sigla è DSA, e tra questi disturbi sono compresi: dislessia, disgrafia, disortografia e  disturbo specifico della compitazione) non sono state previste misure compensative (ad esempio maggior tempo per compilare i questionari).

Questo perché, secondo l’INVALSI, le prove non servono a valutare gli alunni ma le scuole. Per questo, quindi, i test di questi ragazzi non verranno considerati utilmente per la valutazione complessiva della scuola (“considerare a parte i risultati degli alunni disabili e non farli rientrare nella elaborazione statistica dei risultati di tutti gli altri alunni“: c’è scritto in questo documento intitolato “Nota sugli alunni disabili“, cliccando sul link si scarica il PDF).

Questa motivazione ad alcuni genitori di alunni con disabilità o DSA è sembrata discriminante.