Cina: perché queste stragi di bambini?

Pubblicato da lorenzo in News

Oggi si è consumata, con un attacco in un asilo, una nuova strage di bambini in Cina, la quinta in quasi due mesi ad essere perpetrata contro contro asili e scuole elementari (oggi sono stati uccisi, con un coltello da cucina, 7 bambini e due adulti).

Secondo gli esperti questi attacchi mostrano come la Cina stia vivendo un’ascesa economica forse troppo veloce ed esasperata.
Nel paese il cambiamento sociale verso il capitalismo è molto rapido, un cambiamento radicale tanto veloce che crea forme di nuova miseria e disoccupazione, e come conseguenza nuove forme di stress verso le quali non si hanno ‘anticorpi’.

Come ha affermato Ma Ai, psicologa criminale dell’Università cinese di Scienze Politiche e Legge di Pechino, a proposito dello sviluppo economico e della salute psichica: “Abbiamo puntato al progresso economico, ma abbiamo perso di vista certamente il miglioramento psicologico” – ed ha aggiunto – “questo perché i cambiamenti degli ultimi 30 anni sono avvenuti troppo velocemente” .

Michael Phillips, esperto di salute mentale della Shanghai Tongji University, sostiene che per chi vive fuori dalle grandi città cinesi non c’è alcun supporto psicologico perché i medici non sono preparati.
Sempre Phillips ha condotto nel 2009 una ricerca in Cina che ha messo in evidenza come molti cinesi, circa 173 milioni, hanno disagi mentali di vari tipi (dall’alcolismo alla schizofrenia ) e che il 91% di questi non ha mai ricevuto cure (fonte ASCA).

Per ora il bilancio delle persone uccise da squilibrati conta 17 morti e 50 feriti.

Non si sa perché queste persone colpiscano proprio dei bambini, probabilmente – stando a quanto ha affermato Ma Ai – lo fanno per attirare l’attenzione dei media, in un mondo che si è ‘aperto’ enormemente, e con questo si è ‘complicato’ e sembra sempre più distante.

Ora si teme che questi gesti folli possano essere emulati.