Scuola: tagli e didattica negata – I presidi: i genitori contribuiscano

Pubblicato da lorenzo in News, Scuola

La scuola italiana è sempre più impoverita dai tagli, e a denunciarlo sono anche 345 presidi dell’Associazione autonoma delle scuole statali del Lazio (Asal) che denunciano un debito di 44 milioni di euro, un buco che mette seriamente a rischio la stessa attività didattica minima scolastica.

Per cercare di evitare il disastro che si annuncia per il prossimo anno scolastico i presidi hanno fatto ricorso quindi ad una lettera ai genitori in cui si chiede (provocatoriamente?) un contributo economico.

Nella lettera i presidi illustrano le criticità della scuola: laboratori di informatica che probabilmente saranno chiusi, pulizie ridotte al minimo (quindi maggiori rischi per la salute dei bambini), non sarà possibile finanziare molti progetti educativi o lezioni per il recupero scolastico, tempo pieno tagliato, le spese per le supplenze non sono garantite e quindi non è garantita nemmeno la normale attività didattica (ovviamente di fare l’ora alternativa alla religione cattolica, come previsto dalla legge, neanche a parlarne).

IL TEMPO PIENO E LA GELMINI

Il Ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini insiste e continua ad affermare che si tratta solo di polemiche pretestuose e che il tempo pieno “Non è stato tagliato, anzi è aumentato come avevamo promesso”.

Solo che i numeri dicono qualcosa di diverso: a Roma e provincia sono state richieste 1.145 classi a tempo pieno, ne sono state concesse solo 929. Stessa situazione a Milano, e sono solo due esempi.