Scuola – proteste per il tempo pieno alle elementari: ma aumenta o diminuisce?

Pubblicato da lorenzo in News, Scuola

Per il tempo pieno alle elementari è ormai il caos più totale sui dati. I fatti dicono che molti bambini nel nuovo anno scolastico non avranno la possibilità di accedere al tempo pieno (complici anche i tagli apportati dalla nuova manovra finanziaria del ministro Tremonti) e per questo tanti genitori si stanno rivoltando e protestano.

Ma ci pensa il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, a mandare in confusione i dati e contraddire questi fatti tanto che il suo ministero ha dichiarato: “Aumenta il tempo pieno nella scuola italiana: nel prossimo anno scolastico saranno attivate 782 classi a tempo pieno in più, per un totale di 37.275 classi. E per il secondo anno consecutivo aumentano gli alunni che potranno usufruire di questo quadro orario”.

Ma se è vero quanto sostenuto dal Ministero perché tanti genitori protestano?

Il fatto è che per le prime classi delle elementari, che poi sono le classi che decidono le scelte per gli anni successivi (chi non avrà il tempo pieno in prima elementare a settembre non lo avrà probabilmente nemmeno negli anni successivi) il tempo pieno è in evidente calo in tante città e 150 mila famiglie che hanno fatto richiesta del tempo pieno per i figli si vedranno negare questa possibilità.

Da qui le tante proteste che non si placano e anzi si estendono da Nord a Sud: in prima fila ci sono genitori e insegnanti di Milano e di Roma, ma anche di Firenze, di Bologna, di Torino, Catania, Napoli, Bari, Palermo, dappertutto vengono occupati (simbolicamente) uffici scolastici e si protesta in vari modi (c’è anche chi si incatena e chi fa lo sciopero della fame).

Dall’opposizione il Pd denuncia il fatto che si tengano nascosti i dati reali sul tempo pieno e, attraverso l’onorevole Manuela Ghizzoni, dice: ” il ministro Gelmini dovrebbe spiegare perché da due anni non sono più pubblici i dati nazionali e regionali sugli orari scolastici degli studenti. In altre parole ad oggi, non possiamo sapere quanti studenti hanno frequentato il tempo pieno”.

E sostiene ancora Manuela Ghizzoni: “non possiamo sapere con esattezza quanti studenti hanno frequentato il tempo pieno, quelli che hanno scelto le 27 ore o il tempo prolungato. Alla faccia della trasparenza della pubblica amministrazione. Inoltre gli annunci trionfalistici del ministro Gelmini sono in palese contraddizione con le migliaia di richieste di tempo pieno non soddisfatte e con la denuncia dell’Anci (l’Associazione Nazionale Comuni Italiani, n.d.r.) che solo due giorni fa ha detto con chiarezza che molti comuni non potranno rispondere alle pressanti richieste di tempo pieno se non mettendo le mani in tasca alle famiglie facendo cosi’ pagare un servizio che fino a due anni fa era garantito gratuitamente dalle scuole”.