Salute dei bambini: anoressia in aumento coinvolge sempre più bambini

Pubblicato da lorenzo in Alimentazione, News, Salute

Francesca Martini, sottosegretario alla salute, ha lanciato un allarme per i casi di disturbi legati al cibo che aumentano sempre più anche in Italia: è stato evidenziato come bulimia e anoressia colpiscono maggiormente anche i bambini e gli over 40, categorie prima meno interessate ai disturbi alimentari.

In particolare una indagine condotta dalla Società italiana di pediatria ha rilevato che tra gli adolescenti in età compresa tra gli 11 e i 17 anni, nel 2009 il 21% delle ragazze e il 15% del sesso maschile era a rischio bulimia e anoressia, tanto che l’anoressia e la bulimia colpiscono ormai senza distinzione di età o di stato sociale.

I dati sono stati diffusi oggi a Palazzo Chigi alla presentazione della prima fase del progetto nazionale ‘‘Disturbi del comportamento alimentare: per un’azione di sistema”.

Il Progetto e’ articolato in tre obiettivi principali: la ricognizione dell’esistente in termini di rete assistenziale per la costruzione della mappa dei servizi sia pubblici che privati accreditati; la sorveglianza epidemiologica del fenomeno; l’analisi e lo studio delle evidenze scientifiche sui trattamenti dei Dca.

In particolare, nella Conferenza sono state illustrate la prima ”mappa” completa dei Centri per il trattamento dei Disturbi del Comportamento Alimentare in Italia (disponibile on line nel sito www.disturbialimentarionline.it) che comprende 158 strutture su tutto il territorio nazionale e l’attivita’ di sorveglianza epidemiologica del fenomeno che ha coinvolto per un periodo di due anni cinque centri sentinella e ha condotto all’individuazione di 574 pazienti affetti da anoressia, bulimia e altri disturbi alimentari.

”La difficolta’ nell’approccio al trattamento dei disturbi del comportamento alimentare – ha detto il sottosegretario Martini- e’ legata innanzitutto a due grandi criticità: la prima e’ nel fatto che coloro che ne sono affetti non si considerano malati e quindi non vogliono curarsi perche’ hanno una errata percezione del se’ e della propria massa grassa in rapporto al peso, quindi passa molto tempo tra la manifestazione della malattia e la diagnosi vera e propria e questo crea ritardi nella cura con ricadute sulle possibilita’ di guarigione. La seconda criticita’ e’ nella difficolta’ oggettiva a trovare i Centri piu’ adatti alla presa in carico del paziente”.

Ed ha aggiunto: ”tempi troppo lunghi sia nella diagnosi che nel trattamento e su questo dobbiamo intervenire perche’ le possibilita’ di guarigione sono sempre legate al tempo intercorrente tra la diagnosi e la cura. Elaboreremo delle Linee Guida da presentare alle Regioni per velocizzare l’accesso alle cure delle pazienti con disturbi del comportamento alimentare. Lancio un appello alle Regioni affinche’ giungano ad un accordo che faciliti la mobilita’ dei pazienti tra le Regioni, e consenta di snellire l’iter burocratico per giungere nella struttura piu’ adeguata. Molte pazienti con cui ho parlato hanno infatti posto l’accento sulle difficolta’ che hanno trovato quando nella propria regione mancano Centri specializzati nel trasferirsi in altre per essere curate adeguatamente. La mappatura dei Centri italiani che abbiamo realizzato con il ministero della Gioventu’ e la regione Umbria vuole essere un servizio per i pazienti e per le loro famiglie, per i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta al fine di fornire un’adeguata informazione sui Centri piu’ vicini al luogo di residenza, ma contestualmente e’ per noi un valido strumento per conoscere le possibilita’ di cura offerte dal territorio e valutare lo sviluppo della rete dei Centri in un ottica di equita’ di accesso alle cure per tutti”.