Scuola: scioperi degli scrutini e genitori in mutande

Pubblicato da lorenzo in News, Opinioni, Scuola

L’anno scolastico si avvia alla conclusione, non restano che gli esami per le terze medie e gli attesi scrutini.

A proposito della scuola a far parlare sono però ancora le proteste di genitori e insegnanti contro il tentativo di limitare le possibilità della scuola stessa, una scuola pubblica che ormai è qualcosa su cui tagliare, su cui risparmiare piuttosto che una ricchezza su cui investire per la formazione di bambini e ragazzi che, fuor di retorica, sono il futuro del Paese.

L’unica certezza al momento, visto l’andazzo, è che potrà far avere ai propri figli una formazione adeguata e una preparazione scolastica decente chi potrà permettersi di mandarli presso le scuole private, le uniche a trovare giovamento dallo smantellamento della scuola pubblica.

CONTRO COSA SI PROTESTA: I TAGLI

Nel dettaglio le proteste si svolgono contro i tagli alle risorse della scuola, contro i tagli al tempo pieno, contro i tagli agli organici della scuola (verranno tagliati da settembre, dopo le 56 mila cattedre dell’anno scorso, altri 26 mila insegnanti e altri 16 mila posti di personale Ata) e contro la recente manovra economica firmata da Tremonti che stabilisce un altro taglio delle retribuzioni del 10% circa a maestri e professori, e annulla in pratica a tutto il personale scolastico tre anni di carriera, cancellando proprio come se non esistesse il triennio 2011-2013 per quanto riguarda i passi avanti nella carriera e per i passaggi di posizione.

I COBAS E LO SCIOPERO DEGLI SCRUTINI

La mobilitazione del blocco degli scrutini è una protesta che si sta facendo sentire e a cui stanno aderendo molti insegnanti.
Lo sciopero non impedirà certamente la regolare conclusione dell’anno, ma creerà disagi e ritardi perché in un consiglio di classe riunito per gli scrutini se un solo docente sciopera il consiglio va riconvocato.

Il portavoce nazionale Cobas, Piero Bernocchi, si dichiara soddisfatto della eccellente partecipazione allo sciopero degli scrutini convocato dai Cobas e dal movimento dei precari, mentre lo scioperò viene passato come un testimone tra le scuole delle diverse regioni (si prosegue domani e sabato in Sardegna e Umbria e il 14-15 giugno in Piemonte, Lombardia, Liguria, Valle d’Aosta, Friuli Venezia-Giulia, Toscana, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia e la Provincia di Bolzano).

GENITORI E DOCENTI IN MUTANDE CONTRO LA RIDUZIONE DEL TEMPO PIENO

Un esempio di protesta contro i tagli al tempo pieno: i genitori e i docenti di una scuola di Roma si sono fatti vedere stamattina, con addosso solo le mutande, su un cavalcavia della via Flaminia.
Con il pudore restante si sono coperti con dei cartelli che formavano la scritta «Gelmini = la “Squola” in mutande», tra la sorpresa degli automobilisti che passavano.

«La nostra è stata una delle prime tre scuole a tempo pieno in Italia – hanno detto i manifestanti -. Ma oggi, con i tagli, una delle nostre classi sarà costretta invece a coprire 27 ore anziché 40. Abbiamo chiesto spiegazioni, ma Provveditorato e Ministero si scaricano a vicenda le responsabilità». (fonte Ansa)

Foto: Ansa