Test INVALSI: fatte le prove ora bisogna fare la scuola

Pubblicato da lorenzo in News, Opinioni, Scuola

Abbiamo seguito passo passo le vicende delle prove INVALSI 2010, in particolare quelle per l’esame delle terze medie, test che si sono svolti la settimana scorsa (per sapere di che si tratta: abbiamo proposto i testi delle prove e i risultati) e che da quest’anno, dopo le sperimentazioni degli anni passati, contribuiscono all’esito finale dell’esame posto a conclusione della scuola secondaria di primo grado (scuola media).

LE PROVE INVALSI AGLI ESAMI DI MATURITA’

Le prove (chiamate con l’acronimo dell’istituto che le prepara, l’Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema dell’Istruzione) assumono una maggiore importanza nel panorama della scuola italiana anche perché, come ha annunciato il ministro Gelmini, con buona probabilità dal 2012 entreranno a far parte dell’esame di maturità.

UNA VALUTAZIONE OBIETTIVA E CONFRONTABILE DELLE SCUOLE?

Uno degli obiettivi di questo tipo di prove è di dare una valutazione standard della scuola, dei risultati confrontabili sulla ‘efficenza’ della scuola: rendere confrontabili le classi, gli istituti (anche i dirigenti e i professori?) e misurare la preparazione degli studenti anche a seconda delle varie aree scolastiche regionali del Paese. Quindi dovrebbero consentire di capire dove ci sono, eventualmente, dei problemi e di intervenire.

I TEST INVALSI 2010 PER LA TERZA MEDIA: TROPPO COMPLESSI E INADEGUATI

La reazione ai test INVALSI somministrati alle terze media non è stata molto positiva, i ragazzi hanno detto a stragrande maggioranza che le prove erano difficili e questa opinione è stata condivisa da molti professori e dirigenti scolastici, alcuni dei quali hanno anche detto che in alcuni punti le domande delle prove riguardavano argomenti che non erano nei programmi scolastici. Ma soprattutto: tutti sono stati d’accordo sul dire che le prove erano troppo complesse e inappropriate per il livello di preparazione degli studenti.

UN PROBLEMA DI RAGIONAMENTO, UN LIMITE DELLA SCUOLA

Il fatto è che, come ci si può rendere conto dando una lettura ai testi dei test,  questi richiedevano uno sforzo logico più che semplicemente delle conoscenze su quanto si è studiato, un ragionamento, e forse era proprio questo il limite contro cui le prove si sono scontrate.
Un limite certo della scuola e non degli studenti che sono stati un po’ le uniche vittime di ‘esperimenti’ fatti sulla loro pelle (e certo non hanno colpe se la scuola non li ha forniti delle forma mentis adeguata ad affrontare le prove proposte che sono tutt’altro che integrate con la didattica tradizionale e i programmi scolastici).

UN LIMITE DA SUPERARE, NON CON I TAGLI ALLA SCUOLA

Che si voglia superare questo limite è, a nostro parere, un bene, ma per questo serve una scuola forte, costruttiva e propositiva che non ci sembra si stia costruendo con i tagli che tagliano tutto il tagliabile del mondo della scuola, dai docenti al tempo pieno e alle varie risorse necessarie alla didattica.

Tutti questi aspetti dovrebbero aprire un dibattito sulla scuola e sulle prove che la riguardano.

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