Scuola / Governo (Casero): per migliorare l’istruzione bisogna licenziare gli istruttori

Pubblicato da lorenzo in News, Scuola

Il sottosegretario al ministero dell’Economia, Luigi Casero, nel corso dell’esame della manovra finanziaria in commissione Bilancio del Senato ha affermato che con “meno insegnanti ci sarebbero più risorse alla scuola“, ed ha aggiunto che, per “riqualificare la spesa pubblica [ndr: che tradotto è, sempre, tagliare] se si abbassa il rapporto insegnanti/studenti nelle scuole, allineandolo alla media europea, sarebbe possibile recuperare risorse da destinare all’innovazione e allo sviluppo del settore scolastico”.

La capacità di migliorare l’istruzione licenziando gli istruttori (!?) appare a molti stupefacente e bizzarra, se non peggio, anche se non si capisce bene a quale “media europea”, nel rapporto studenti/insegnanti, Casero si riferisca.

Gli rispondono dall’opposizione Francesca Puglisi, responsabile Scuola del Pd, e Manuela Ghizzoni, capogruppo democratica in commissione Istruzione alla Camera, che dicono: “La scuola non si migliora riducendo il numero dei docenti e aumentando quello degli studenti per classe, così come propone il sottosegretario all’Economia Casero, il quale, per giustificare il fatto di non aver raggiunto la parità di bilancio, torna a raccontarci la stessa storiella di due anni fa del numero troppo alto di insegnanti. Non ci avevamo creduto allora, e non ci crediamo adesso”.

“Cominci, Casero, a spiegare – continuano le esponenti democratiche – come stanno davvero le cose. In Italia il rapporto è più alto anche per il numero di docenti di sostegno, indispensabili a seguire quei bambini e ragazzi diversamente abili, che forse il sottosegretario Casero considera di serie B, visto che non fa cenno a questo fondamentale aspetto e finge di non sapere che in altri paesi europei il personale che segue tali alunni non è conteggiato nel numero degli insegnanti. Aggiungiamo che nel resto d’Europa non esistono neanche gli insegnanti di religione cattolica, che in Italia sono inclusi nel conto quando si vuol parlare di un numero troppo alto di docenti”.

E chiosano ancora Puglisi e Ghizzoni: “A settembre, quando le famiglie si troveranno senza tempo pieno o con classi sovraffollate, Casero potrà raccontare loro di nuovo la favoletta del numero troppo alto di insegnanti. Ma chi gli crederà?”.