Amniocentesi sostituita da esame del sangue (MLPA)

Pubblicato da lorenzo in News, Salute

L’amniocentesi potrebbe essere sostituita da un esame del sangue per rilevare le eventuali  anomalie del feto, limitando rischi e tagliando drasticamente i costi.

L’amniocentesi è la procedura che consente il prelievo di liquido amniotico dalla cavità uterina (si tratta di infilare un ago nella pancia della donna incinta) per ottenere campioni biologici utili al fine di effettuare una diagnosi prenatale. Oltre ai costi alti (nelle strutture private un esame amniocentesi costa, mediamente, da 500 a 700 euro) porta con se un rischio per l’incolumità del feto e può indurre l’aborto spontaneo –  per questo è sempre stata molto criticata.

La nuova metodologia, la tecnica che potrebbe farci dire addio alla Amniocentesi – che si chiama MLPA, acronimo di (in italiano) Amplificazione legatura-dipendente multipla della sonda –  prevede un esame del sangue, assolutamente non invasivo, oltreché economico, effettuato al sesto o all’ottavo mese di gravidanza della donna, e ci permette di scoprire se il bambino è affetto o meno da anomalie cromosomiche.

A presentare questa rivoluzionaria scoperta è  stato un gruppo di ricercatori olandesi che ha preso parte a Roma alla 26ª assemblea della Società europea di riproduzione umana ed embriologia (Eshre) e consiste nel prelevare dalle donne incinte il Dna del feto circolante nel sangue, studiandolo.

Lo svantaggio è dato dal fatto che questo metodo, al momento, riesce a dare un quadro limitato dei possibili problemi del feto, mentre la tradizionale amniocentesi è in grado di effettuare diagnosi più raffinate ed esaustive, con un’affidabilità pari al 90%.

I ricercatori olandesi stanno comunque lavorando per migliorare il test MLPA e lo studio dovrebbe continuare sino ad oltre il 2012, ma sostengono che i risultati finora ottenuti sono molto promettenti.

Il test, secondo i ricercatori, potrebbe essere disponibile nelle cliniche fra due o al massimo cinque anni, intanto può essere utilizzato, ad esempio, per donne incinte per cui un’amniocentesi potrebbe essere pericolosa.

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