Le paure dei bambini

Pubblicato da Erica in News, Salute

Quante volte siamo andati di corsa a dormire perchè la mamma, spazientita, ci aveva detto “arriva l’uomo nero”? E noi, intimoriti, filavamo a letto nel buio della nostra cameretta, dal quale spuntavano inesorabilmente delle mani enormi che si allungavano verso di noi e occhi minacciosi che ci fissavano, finchè non crollavamo addormentati.

E’ accaduto a tanti e a diverse latitudini, le paure dei bambini hanno nomi diversi a seconda degli stati e delle regioni, ma l’effetto è sempre il medesimo e spesso i genitori utilizzano queste paure per farsi obbedire dai figli. Lo spauracchio è usato dai genitori per ottenere un determinato comportamento dai bambini, ma non è altro che lo sfruttamento della raffigurazione di una paura che il bambino ha già.
Infatti, tra i 3 e i 4 anni, il bambino è spaventato dai mostri che lo mangiano, perchè in quel momento della sua vita sta sperimentando nuovi sapori e nuove consistenze, tenta di ingoiare tutto. E’ quindi il periodo di orchi e lupi cattivi. Negli anni a seguire, la paura principale è di essere portati via, collegabile all’esperienza dell’asilo, momento in cui il bambino subisce il primo distacco dai genitori e viene lasciato con altri adulti. Poi il buio, la paura dei bambini per eccellenza, cioè il timore di non avere il controllo di una situazione e di non poter prevedere o reagire a delle minacce sconosciute. L’oscurità si popola così di figure mostruose, spesso ideate dagli stessi bambini, contemporaneamente vittime intimorite e creatori fantasiosi delle loro stesse paure.

La soluzione alle paure dei bambini non è solo la negazione della paura. Dire “non esiste” non basta, è necessario entrare nella fantasia dei bambini e farsi loro interprete nel mondo reale, esorcizzare la paura chiedendo loro di rappresentarla con disegni o impersonandola in modo ironico, ma facendo attenzione nel ridere della figura e non del bambino. Una volta conosciuto “il problema”, potrebbe essere utile e anche divertente proporre delle soluzioni per eliminare il soggetto pauroso, legandolo, imbavagliandolo, facendolo sparire e renderlo così inoffensivo.

A volte, utilizzare gli spauracchi per insegnare ai nostri figli alcune regole può essere uno strumento efficace, l’importante è non esagerare. Infatti, il bambino potrebbe rimanere ostaggio del timore ed espandere questa insicurezza ad altri ambiti della sua vita. Proporre spauracchi reali per insegnare minacce concrete può essere controproducente, si rischia di presentare un mondo esterno complicato e ingestibile, “qualcosa di cui aver paura bloccando la voglia di esplorarlo”, come dice il Prof. Roberto Farnè, pedagogista, dalle pagine di Focus.
E’ capitato anche a te? Quali paure hanno i tuoi figli?