La Dichiarazione universale dei diritti umani

Pubblicato da Alberto | Amnesty International in Amnesty Kids

La Dichiarazione universale dei diritti umani (Dudu) è il documento più famoso sui diritti umani. È stata adottata dalle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948 e riguarda tutte le persone del mondo, senza distinzioni, perché esistono diritti di cui ogni essere umano deve poter godere per il solo fatto di essere al mondo.

Eleanor Roosevelt e la Dichiarazione universale dei diritti umani. Novembre 1949, New York - © AI

Eleanor Roosevelt e la Dichiarazione universale dei diritti umani. Novembre 1949, New York – © AI

Le origini della Dudu
Alla fine della Seconda guerra mondiale le Nazioni del mondo si guardarono indietro con orrore. Nel corso di pochi anni, infatti, la violenza fatta ai diritti dei singoli e di popoli interi aveva causato la perdita di milioni di vite umane. La persecuzione e lo sterminio degli ebrei (e di altre minoranze, come i rom e gli omosessuali), così come le esplosioni atomiche, avevano dato una terrificante dimostrazione del potenziale distruttivo dell’umanità. Con l’obiettivo di salvare le future generazioni da nuove guerre e nuove persecuzioni, le Nazioni Unite si impegnarono a scrivere una dichiarazione che riflettesse il legame indissolubile tra il rispetto dei diritti umani e la sopravvivenza stessa dell’umanità. Fu un evento storico: per la prima volta la comunità internazionale si assumeva la responsabilità della tutela e della promozione di specifici diritti posti alla base della convivenza civile. Così, dall’esperienza della violenza, scaturì una forte affermazione della dignità inviolabile di tutti gli esseri umani.

La struttura della Dudu
La Dichiarazione si compone di 30 articoli che sanciscono i diversi diritti di ogni persona. Questi diritti, pur ricevendo all’interno della Dudu una trattazione separata, sono tra loro interdipendenti e indivisibili.
Gli articoli 1 e 2, che rappresentano la base dell’intera Dichiarazione, stabiliscono come principio fondamentale che “tutti gli esseri umani nascono liberi e uguali in dignità e diritti.”
Gli articoli dal 3 al 21 sanciscono i diritti civili e politici delle persone e comprendono, tra gli altri, i diritti alla vita, alla libertà e alla sicurezza della persona, alla libertà dalla tortura e dalla schiavitù, alla partecipazione politica, alla libertà di opinione e di espressione, alla libertà di pensiero, coscienza e religione, alla libertà di associazione e riunione.
Dal 22 al 27 sono affermati invece i diritti economici, sociali e culturali, che comprendono i diritti alla sicurezza sociale, al lavoro, al riposo e allo svago, all’educazione, a un soddisfacente tenore di vita, al cibo, a un’abitazione adeguata e alla salute.
Gli articoli 28, 29 e 30, infine, danno disposizioni su come realizzare pienamente i diritti, perché ognuno deve vivere in una società dove tutti i diritti umani sono rispettati e perché la libertà e i diritti di una persona non possono limitare la libertà e i diritti delle altre.

La struttura della Dudu

La Dichiarazione è stata paragonata da René Cassin alla facciata di un tempio, in cui ogni parte trova una sua precisa collocazione.

L’importanza della Dudu
Sebbene la Dudu sia il documento che ha ispirato la maggior parte delle leggi internazionali in materia di diritti umani, non è un documento legalmente vincolante. Tuttavia ha da subito goduto di una autorità tale da ispirare, negli anni successivi, trattati internazionali, costituzioni e leggi interne dei diversi Stati, contribuendo così in maniera decisiva all’evoluzione del diritto internazionale di oggi.