Università di Torino e JekoLab rispondono online alle domande dei genitori sulla tecnologia

Pubblicato da Michela in In rete - Edutainment, Internet e nuove tecnologie, Kidzmodo, Mamme, Nuovi media e Apprendimento

JekoLab, specializzata nella realizzazione di applicazioni educative rivolte all’infanzia, in collaborazione con la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Torino, ha creato una nuova sezione del proprio sito destinata a supportare i genitori nell’uso corretto ed educativo delle nuove tecnologie da parte dei più piccoli. Collegandosi a jekolab.com/question-room/, mamme e papà potranno consultare le risposte fornite da esperti della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Torino alle domande di altri genitori relative all’uso di tablet e computer e inviare direttamente il proprio quesito a domande@jekolab.com. Sempre in questa sezione, verranno pubblicati approfondimenti specifici sugli stessi temi preparati ad hoc dall’Università.

Grazie a questa iniziativa, le mamme e i papà, ma anche gli educatori dell’infanzia, potranno sciogliere i propri dubbi sull’impiego delle nuove tecnologie, sulle modalità più adatte e idonee all’interazione con i dispositivi digitali di ultima generazione e sulle potenzialità didattiche di questi strumenti.
La Facoltà di Scienze della Formazione ha scelto di condividere con JekoLab un vero e proprio  progetto culturale volto alla diffusione non solo di strumenti correttamente progettati, ma anche di una educazione ai media e di una cultura tecnologica orientata al benessere psico-fisico dei bambini e degli adulti, nonché a una maggiore qualità dei consumi tecnologici.

«L’obiettivo di JekoLab – spiega Silvia Carbotti, responsabile creativa JekoLab – è di sfruttare le nuove opportunità che i tablet offrono anche ai più piccoli, fondendo la dimensione dell’intrattenimento con quella dell’apprendimento, prestando la massima attenzione a creare applicazioni sia attraenti per i piccoli sia intelligenti e utili per il loro sviluppo cognitivo e che presuppongono un uso in compagnia dei genitori. Il nostro intento è perciò di progettare apps che non siano semplici trasposizioni di libri stampati ma apps che esaltino le potenzialità educative dei nuovi dispositivi digitali, anziché trasformarli in comodi surrogati dei genitori”.