Perché Amnesty International incontra gli Ambasciatori?

Pubblicato da Alberto | Amnesty International in Amnesty Kids, Diritti e libertà

Per un’organizzazione come Amnesty International, il cui scopo è la promozione e la protezione dei diritti umani, è molto importante essere in contatto con i governi a cui sono inviate le petizioni. La Sezione italiana di Amnesty International, attraverso i suoi lobbisti, cerca il più possibile di avere un dialogo non solo con il governo e i parlamentari italiani, ma anche con i rappresentanti degli altri paesi in Italia, in primo luogo con gli ambasciatori.

Il lobbista

Il lobbista è colui che svolge le attività di lobbying, un termine inglese che deriva da lobby e che significa “gruppo di interesse”, “gruppo di pressione”. In pratica, con lobbying si indicano tutte quelle attività relative alla trasmissione dei messaggi da un gruppo di interesse (per esempio le persone che hanno partecipato a una petizione di Amnesty International) ai decisori politici, attraverso  rappresentanti specializzati come, appunto, i lobbisti.

Gli incontri con i rappresentati delle istituzioni

Amnesty International è portatrice di un interesse collettivo, vale a dire il rispetto da parte degli stati dei diritti umani di ogni singolo individuo, in quanto persona umana, senza discriminazioni. Quando incontrano gli ambasciatori di un altro paese, i rappresentanti di Amnesty International consegnano i messaggi e le firme di tutte le persone che hanno partecipato alla petizione e ricordano che le attività di ricerca e le azioni della nostra organizzazione (coordinate dalla sede centrale che si chiama Segretariato Internazionale e che si trova a Londra) sono finalizzate a prevenire ed eliminare gravi abusi dei diritti sanciti dalla Dichiarazione universale dei diritti umani e dagli altri Patti internazionali relativi ai diritti umani, ovunque nel mondo.

Il ruolo degli ambasciatori

I rappresentanti dei governi stranieri in Italia, così come i rappresentanti del governo italiano all’estero, sono proprio gli ambasciatori. Sono agenti diplomatici in missione. Quando le missioni di cui sono a capo sono permanenti, allora sono chiamate ambasciate.  Nel caso in cui l’ambasciata sia retta da un agente diplomatico di rango inferiore a quello di ambasciatore (per esempio da un  ministro plenipotenziario), allora viene detto ambasciatore di ruolo (o di funzione), per distinguerlo dall’ambasciatore di rango. Infine, sono ambasciatori anche i capi delle missioni permanenti presso le organizzazioni internazionali, come le Nazioni Unite, oppure quelli delle missioni straordinarie o delegazioni alle conferenze internazionali, quando gli stati si riuniscono per negoziare un trattato internazionale.

La consegna dei messaggi e delle firme

Il cesto con le firme e i messaggi consegnato all'Ambasciatore della Slovacchia (clicca sulla foto per leggere la notizia)

Affinché si possa contribuire in modo concreto al cambiamento di una specifica situazione in un determinato paese, Amnesty International organizza campagne di sensibilizzazione. Una campagna ha l’obiettivo di denunciare un problema riscontrato, diffondere il più possibile all’interno della società le informazioni sul caso e proporre alle autorità competenti delle possibili soluzioni. Il ruolo della lobby e degli incontri istituzionali con gli ambasciatori dei paesi interessati è fondamentale per assicurare l’efficacia della campagna. La consegna dei messaggi e delle firme (o delle foto, nel caso di una foto-petizione) raccolte con un appello di Amnesty International, oltre ad avere un grande valore simbolico, costituisce anche un fondamentale passo verso il raggiungimento dei fini della nostra campagna. Da una parte assicura che le nostre raccomandazioni siano prese in considerazione dal governo in questione, dall’altra ci permette di avere risposte sui successivi passi intrapresi dal governo a riguardo.

Questo post è stato scritto da Elena Santiemma, esperta di relazioni istituzionali presso Amnesty International Italia.