Trial: da Amnesty International un sito per parlare di libertà negate

Pubblicato da Michela in Amnesty Kids, Diritti e libertà

Quest’anno, il Fraser Institute ha nominato la Nuova Zelanda paese più libero sulla terra. Ma per chi è abituato ad essere libero, i concetti di crimine e pena possono essere difficili da comprendere appieno così come la limitazione di molto libertà e tanti diritto che si ritengono scontati.

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Per questo motivo, Amnesty International ha creato un sito internet chiamato Trial, che ogni utente di Facebook può usare per farsi un’idea dei crimini per cui potrebbe essere imprigionato, perseguitato, torturato e addirittura ucciso nei vari Paesi del mondo che hanno legislazioni più restrittive dispetto a quella del suo Paese. Il sito scandaglia gli stati, i commenti, le fotografie alla ricerca di “crimini globali”. Osserva tutti i Like che si sono dati alle pagine, studia il profilo personale, l’età, il genere (in molti paesi anche solo essere una donna è motivo di tortura, abusi e discriminazioni), lo stato della relazione sentimentale, la religione, le opinioni politiche e tutto ciò che potrebbe fornire una prova per un’ipotetica incriminazione.

Basta consentire l’accesso alla proprie informazioni sul social network per restare sbalorditi dalla quantità di crimini che si sono innocentemente e inconsapevolmente commessi e per cui si potrebbe essere pesantemente perseguitati. Ed è impressionante anche solo immaginare il numero di persone che ogni giorno perdono la vita per il fatto di tentare di inseguire in qualche modo la libertà o la qualità della vita che per i neozelandesi – come anche per noi italiani – è ovvia.

Il sito Trial è attualmente online all’indirizzo trialbytimeline.org.nz e può essere un punto di partenza avvincente per una discussione in classe sulla libertà, sui diritti dell’uomo, sulla tortura e su altri temi di questo genere.