Michelle Obama: discorso alla Casa Bianca contro il junk food e le pubblicità di cibi dannosi

Pubblicato da Michela in Alimentazione, News, Salute

Michelle Obama non ha nessuna intenzione di mollare la presa sul tema dell’alimentazione infantile e dell’obesità tra bambini e teenager. Dopo aver dato vita al progetto globale Let’s Move!, che ha l’obiettivo di risolvere il problema dell’obesità nell’arco di una generazione in modo che i bambini nati oggi possano crescere in salute e più sereni, la First Lady ha recentemente rincarato la dose in occasione di un convegno alla Casa Bianca dedicato al rapporto tra bambini e junk food.

Michelle Obama WHITE HOUSE

Ad essere attaccata è stata ancora una volta l’industria alimentare, colpevole di non aver ancora preso le dovute misure per rendere il mercato più responsabile rispetto ai temi del benessere alimentare dei più piccoli. Al cospetto di numerosi esponenti delle catene di fast food e delle associazioni che si battono contro l’obesità infantile, la signora Obama ha espresso il desiderio che anche gli attori del mondo della comunicazione (agenzie marketing e pubblicitari) collaborino per instillare nei più piccoli il desiderio di mangiare più sano:

“Ancora una volta, le madri come me si rivolgono a voi per un aiuto. Questa volta però non vogliamo solo che i cibi siano pratici e a buon mercato: vogliamo che siano anche buoni per i nostri bambini. Molti di voi hanno già iniziato a produrre delle opzioni più salutari, e questo è un primo passo.”

“Ma ancora una volta, madri come me si affidano a voi perché aiutiate i nostri figli ad essere entusiasti di mangiare quei cibi. Questo è il motivo perché ho voluto avervi tutti qui oggi, perché voi ragazzi sapete meglio di chiunque altro come invogliare i bambini. Lo avete fatto prima e noi abbiamo bisogno che lo facciate ancora, e fortunatamente voi avete tutto ciò che vi serve per farlo grazie alla magia del marketing e della pubblicità. Ognuno di voi, più di chiunque altro, ha il potere di condizionare i gusti e i desideri dei nostri bambini. “

“Sapete tutti che essi sono come delle piccole spugne: essi assorbono tutto ciò che li circonda. Ma non hanno ancora la capacità di mettere in dubbio e analizzare ciò che gli viene detto. Semplicemente, essi credono a qualunque cosa vedono e sentono, specialmente se arriva dalla TV. E dato che la media dei bambini passa come minimo otto ore davanti a una qualche forma di schermo, molte delle loro opinioni sono influenzate dalle campagne di marketing che voi create. Ed eccoci al problema”

“Vedete, il bambino medio guarda centinaia di pubblicità sul cibo ogni anno e l’86% di queste pubblicità riguardano prodotti piani di zucchero, sale, grassi. Al contrario, i nostri bambini vedono in media una pubblicità alla settimana su prodotti sani come acqua, frutta e verdura. Solo uno alla settimana”.  

“Visto quello che i nostri bimbi vedono alla TV, non dovrebbe sorprenderci ciò che chiedono, uno studio ha rivelato che il 45% delle richieste di cibo da parte dei bambini riguardano cose come biscotti e caramelle, hamburger e patate fritte o chips, ma solo il 3% di queste richieste riguardano frutta e verdura. Quindi, dal momento in cui i nostri figli sono ancora in fasce, noi genitori stiamo già combattendo una dura battaglia per ottenere il loro interesse nei cibi che effettivamente li nutrono e aiutarli a crescere”.

“Ora, come molti genitori, io e Barack facciamo del nostro meglio per limitare il tempo che le nostre figlie trascorrono davanti alla tv. Ma come voi tutti sapete queste pubblicità non sono solo in TV. Stanno su internet, sui video games, sugli smartphone, sui cartelloni pubblicitari. Sono nelle scuole e nei distributori di snack. Sono ovunque e i genitori non riescono a tenere il passo, non importa quanto ci proviamo. Quindi, qualsiasi cosa crediamo sulla responsabilità personale e sull’autodeterminazione, credo che possiamo concordare sul fatto che queste non si possano applicare ai bambini”.

“Ritengo che possiamo essere d’accordo sul fatto che i genitori meritino maggior controllo sui messaggi e sui prodotti a sui i loro figli sono esposti. […]  Questo significa, ad esempio, limitare l’uso dei personaggi sotto licenza per promuovere i cibi dannosi e limitare la presenza di pubblicità di cibi non sani nei palinsesti.”

Chi si occupa di marketing e pubblicità plasma con il suo lavoro i desideri dei bambini e dovrebbe dunque collaborare alla diffusione di una cultura del cibo più sana.
Siete d’accordo con il pensiero e l’appello della First Lady americana Michelle Obama?

Via | Grub Street