Anche Lewis Hamilton è con Save the Children per l’istruzione dei bambini poveri

Pubblicato da Michela in Amnesty Kids, Diritti e libertà, News, Scuola

Lewis Hamilton si unisce alla campagna di Save the Children per garantire educazione ai 57 milioni di bambini fuori dalla scuola in tutto il mondo. Il campione automobilistico è diventato ambasciatore globale per l’Educazione per Save the Children e sostiene la relativa campagna per focalizzare l’attenzione su 57 milioni di bambini al mondo che ancora oggi non frequentano la scuola. Hamilton, che sosterrà l’Organizzazione nell’impegno a favore di tutti quei bambini che all’età di 11 anni non sanno leggere, scrivere e fare di conto, e che rappresentano un terzo dei bambini di tutto il mondo, durante una visita nel West Bengala ha incontrato i bambini che non sono mai andati a scuola e che non hanno mai aperto un libro in vita loro.

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Concluso il Gran Premio dell’India, Hamilton ha incontrato i bambini che Save the Children ha strappato al lavoro minorile nelle fabbriche di mattoni e introdotto nella scuola. Ha anche incontrato i bambini che vivono e lavorano sulle strade, che stanno imparando a leggere e scrivere attraverso progetti educativi innovativi. Lo sportivo ha detto: “È stato straziante parlare a bambini disperati che vogliono imparare, ma sono o troppo poveri o troppo lontani dalla scuola per ottenere una buona educazione. Nessun bambino dovrebbe essere condannato a lavorare così precocemente, ogni bambino dovrebbe avere la possibilità di imparare”.

Nel Bengala 500.000 bambini lavorano per ore e ore in fabbrica per produrre mattoni per edilizia in espansione nell’India. Save the Children che gestisce 70 centri scolastici all’interno delle stesse fabbriche, ha come obiettivo l’azzeramento del lavoro minorile: ad oggi, grazie all’operato dell’Organizzazione, 16.000 bambini hanno abbandonato una vita di mattoni e stanno cercando di averne una popolata di scuola e istruzione.

Lewis Hamilton ha anche visitato un centro di apprendimento mobile di Save the Children a Calcutta, un grande autobus giallo, che si sposta nelle baraccopoli della città. Le aule mobili sono fornite di libri e articoli di cancelleria e hanno personale docente che aiuta i bambini a imparare a leggere e scrivere. Lì, Hamilton ha incontrato Radha di nove anni, che vive vicino una linea ferroviaria trafficata rischiando la sua vita ogni giorno quando attraversa i binari per andare in giro. Prima dell’intervento di Save the Children, Radha lavorava in un hotel lungo la strada e non aveva mai visto o aperto un libro.

Hamilton ha detto: “È sconvolgente che ancora oggi esistano bambini che non hanno mai toccato un libro. Il lavoro che Save the Children porta avanti con questi bambini è straordinario, ma molto di più deve essere fatto in India e in tutto il mondo. Assicurare a ogni bambino un’educazione è nostro dovere e l’unico modo per affrancarli dalla povertà”.

Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children Italia ha commentato così il coinvolgimento del campione di automobilismo “Lewis Hamilton ci sta aiutando ad attirare l’attenzione sul grosso problema della mancanza di istruzione. Sebbene oggi 50 milioni di bambini in più vanno a scuola, rispetto al 1990, i finanziamenti all’educazione sono diminuiti in maniera drastica: i paesi più poveri hanno perso fondi per 149 milioni di dollari,  a discapito almeno dell’educazione di 1 milione bambini. È urgente invertire tale tendenza. Il mondo non può permettersi di non investire sul futuro dei propri figli”.

Save the Children sollecita l’attenzione dei grandi donatori per finanziamenti più ingenti destinati all’educazione e un maggiore impegno internazionale – in primis quello dei governi – per colmare il deficit di apprendimento.