Giornata contro la violenza sulle donne: insieme per le mamme e per le bambine

Pubblicato da Michela in Diritti e libertà, Eventi, Mamme

La Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne del 25 novembre è stata istituita nel 1999 con la risoluzione 54/134 dell’Onu per sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sul tema della violenza sulle donne e del femminicidio. La data del 25 novembre è stata successa in ricordo di un avvenimento tragico accaduto nel 1960, quando tre sorelle vennero assassinate nella Repubblica Dominicana per il loro impegno politico contro l’allora dittatore Trujillo. Da allora sono passati molti anni e di violenza sulla donne si parla spesso, ma ancora la soluzione del problema è tutt’altro che vicina.

photo credit: a n i. Y. via photopin cc

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In Italia, viene uccisa una donna ogni tre giorni. Nel mondo si passa a un omicidio ogni 8 minuti, senza contare le decine di migliaia di donne che vengono maltrattate, umiliate, picchiate e violentate in tutto il pianeta e con una frequenza che dovrebbe come minimo far raggelare il sangue nelle vene. Secondo l’Istat, in Italia le donne tra i 16 e i 70 anni che hanno subito una qualche forma di violenza sono 6 milioni e 743mila, il 31,9% del totale: una su tre. Le statistiche sono agghiaccianti, ma forse lo è ancor di più pensare che i delitti contro le donne non avvengono solo per strada, ad opera dello straniero delinquente o dal pazzo maniaco, ma nella maggior parte dei casi tra le mura domestiche, da parte di mariti, conviventi, fidanzati e altri familiari. Un orrore che vive dentro casa, che si nutre di silenzio, ipocrisia e indifferenza, che è un abominio contro la vita, gli affetti, contro tutto ciò che esiste di giusto e vitale nella vita.

Per creare una mobilitazione e una riflessione sulla ferita aperta costituita dalla violenza sulle donne, oggi in tutta Italia e in tutto il mondo sono state organizzate diverse manifestazioni collettive. L’evento di maggiore rilievo è lo sciopero nazionale delle donne che è stato indetto proprio per la giornata di oggi è che invitava tutte le italiane a fermarsi per quindici minuti, lasciando in sospeso il lavoro in azienda o a casa per protestare contro l’attuale mancanza di provvedimenti e strategie adeguati ad arginare il problema da parte delle istituzioni.

Nella giornata di oggi, inoltre, le donne e i sostenitori della battaglia al femminicidio sono stati invitati ad appendere fuori dalle case e dagli uffici dei drappi rossi, o ad indossare qualcosa di rosso in segno di solidarietà. Decine di eventi collaterali stanno avendo luogo su tutto il territorio nazionale per coinvolgere più persone possibile in questa lotta contro una tragedia che è innanzitutto figlia di una cultura ed un’educazione sbagliate, e di una società in qualche modo connivente, che chiude gli occhi e si tura le orecchie per paura di mettere in dubbio e plausibilmente reinventare le sue stesse fondamenta culturali.

Ma che fondamenta sono quelle su cui è eretta una società che non sa difendere le sue donne?