Google paga 19 milioni per le in-app scaricate dai bimbi senza autorizzazione

Pubblicato da Michela in News

Buone notizie per i genitori dei bimbi dalla app facile: la Federal Trade Commission ha imposto a Google un risarcimento di 19 milioni di dollari per le app di gioco a pagamento che sono state scaricate da bambini senza l’autorizzazione da parte dei genitori e senza il loro consenso esplicito al prelievo dal conto bancario.

photo credit: IntelFreePress via photopin cc

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La norma che la Federal Trade Commission contesta a Google è quella che fa rientrare l’addebito di spese online fatte da minori nell’ambito delle pratiche commerciali scorrette. Gli acquisti contestati sono quelli avvenuti a partire dal 2011, quando su l’allora Android Market sono apparse le prime applicazioni a pagamento scaricabili con il semplice tap su un’icona. Dopo le prime lamentele da parte della FTC, Google introdusse alla fine del 2012 l’obbligo di inserimento di una password per il download di app a pagamento, contromisura facilmente aggirata dai minori grazie al fatto che l’accesso alla carta di credito del genitore restava aperto per la mezz’ora successiva all’ultimo acquisto “ufficiale” eseguito da mamma e papà. Altro motivo di contestazione è stata la decisione di Google – recentemente rivista – di non esplicitare il costo delle app al momento dell’acquisto.

Con 19 milioni di buoni motivi per cambiare rotta, Google ha modificato infine le sue procedure per la vendita di applicazioni per Android da Google Play. Oggi il download delle app a pagamento è subordinato all’accettazione di un consenso esplicito e informato da parte dei titolari della carta di credito collegata agli acquisti sul market.

Google è solo l’ultimo dei big delle applicazioni mobile ad avere avuto a che fare con la Federal Trade Commission per la questione delle spese in-app effettuate da minori senza il consenso esplicito da parte dei genitori. A precederlo sono state Apple, che a gennaio ha accettato di patteggiare per un risarcimento di 32,5 milioni di dollari, e Amazon, che ha recentemente deciso di portare la sua causa in tribunale.